"VISUAL BULLETS"

A visual collection by Alessio Schiavon

E’ uscito il VisualBullet #4 su Surfnews 83.——-
FAILE“Faile” è il nome d’arte scelto per una collaborazione tra gli artisti Patrick McNeil e Patrick Miller residenti a Brooklyn. Il primo, classe 1975 esce dal Fashion Istitute of Technology di New York (FIT) mentre il secondo, classe ‘76 dal Minneapolis College of Art and Design. (MCAD)
Entrambi studenti di graphic design, sino dai primi anni della loro collaborazione hanno utilizzato la serigrafia come medium principale per esprimere le loro aspirazioni artistiche.
Ispirati da artisiti contemporanei come Bast, Wk Interact, Shepard Fairey hanno iniziato a riprodurre alcuni dei loro lavori nelle strade di New York e con il tempo sono stati riconosciuti come pionieri delle tecniche DIY ( Do It Yourself)  del “wheatpasting” e “stenciling” (in pratica “incollare posters” e realizzare “mascherine” per replicare i loro lavori in strada con bombolette spray)
Il loro lavoro però si è mosso maggiormente verso il mondo dell’ arte con l’obiettivo di realizzare opere per gallerie e collezionisiti ed il duo quindi sviluppato uno stile composto da collage, serigrafia, stencil, pittura a mano mixato all’ “appropriazione” di immagini provenienti dell’ iconografia di massa seguendo il filone “pop” americano.
Oltre alla stampa su carta realizzano sculture su legno, incisioni, installazioni multimediali, quadri classici mentre nelle più recenti mostre hanno cercato di coinvolgere maggiormente il loro pubblico realizzando dei progetti di architettura a sfondo religioso. (Faile Temple, Lisbona 2010).
Il loro lavori sono stati esposti in alcune delle gallerie di arte contemporane più famose al mondo tra cui spiccano la Tate Modern (2008), Lazrides (2008) e Perry Rubenstain Gallery (2009-2010).
Tra i loro lavori più famosi  c’è la serie “Lost in Glimmering Shadows” dove il duo si concentra sugli elementi della cultura nativa americana evidenziandone il lato allo stesso tempo kitsch ed autentico.
Immagini classiche dei fumetti di vecchi cowboy ed Indiani diventano i soggetti principali dei loro lavori e sono ricontesualizzati per sottolineare le tensioni sociali dei nostri giorni.
In particolare la figura della donna guerriera diventa simbolo della natura che combatte per ri-bilanciare una società che corre verso la rovina mentre il campo di battaglia si sposta dal selvaggio west a manhattan.
L’opera presente qui sopra si chiama “Surfing Horse”.
E’ un’originale di dimensione 25x38 inches realizzato per la mostra presso la Tate Gallery.

E’ uscito il VisualBullet #4 su Surfnews 83.
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FAILE
“Faile” è il nome d’arte scelto per una collaborazione tra gli artisti Patrick McNeil e Patrick Miller residenti a Brooklyn. Il primo, classe 1975 esce dal Fashion Istitute of Technology di New York (FIT) mentre il secondo, classe ‘76 dal Minneapolis College of Art and Design. (MCAD)

Entrambi studenti di graphic design, sino dai primi anni della loro collaborazione hanno utilizzato la serigrafia come medium principale per esprimere le loro aspirazioni artistiche.

Ispirati da artisiti contemporanei come Bast, Wk Interact, Shepard Fairey hanno iniziato a riprodurre alcuni dei loro lavori nelle strade di New York e con il tempo sono stati riconosciuti come pionieri delle tecniche DIY ( Do It Yourself)  del “wheatpasting” e “stenciling” (in pratica “incollare posters” e realizzare “mascherine” per replicare i loro lavori in strada con bombolette spray)

Il loro lavoro però si è mosso maggiormente verso il mondo dell’ arte con l’obiettivo di realizzare opere per gallerie e collezionisiti ed il duo quindi sviluppato uno stile composto da collage, serigrafia, stencil, pittura a mano mixato all’ “appropriazione” di immagini provenienti dell’ iconografia di massa seguendo il filone “pop” americano.

Oltre alla stampa su carta realizzano sculture su legno, incisioni, installazioni multimediali, quadri classici mentre nelle più recenti mostre hanno cercato di coinvolgere maggiormente il loro pubblico realizzando dei progetti di architettura a sfondo religioso. (Faile Temple, Lisbona 2010).

Il loro lavori sono stati esposti in alcune delle gallerie di arte contemporane più famose al mondo tra cui spiccano la Tate Modern (2008), Lazrides (2008) e Perry Rubenstain Gallery (2009-2010).

Tra i loro lavori più famosi  c’è la serie “Lost in Glimmering Shadows” dove il duo si concentra sugli elementi della cultura nativa americana evidenziandone il lato allo stesso tempo kitsch ed autentico.

Immagini classiche dei fumetti di vecchi cowboy ed Indiani diventano i soggetti principali dei loro lavori e sono ricontesualizzati per sottolineare le tensioni sociali dei nostri giorni.

In particolare la figura della donna guerriera diventa simbolo della natura che combatte per ri-bilanciare una società che corre verso la rovina mentre il campo di battaglia si sposta dal selvaggio west a manhattan.

L’opera presente qui sopra si chiama “Surfing Horse”.

E’ un’originale di dimensione 25x38 inches realizzato per la mostra presso la Tate Gallery.

1 year ago

E’ uscito il nuovo numero di SurfNews con il VisualBullet#3.Questa volta il “bullet”  è Bob Dob, artista californiano di Hermosa Beach che ritrare prevalentemente  scene di vita da “bad boys”. L’articolo completo sul sito di Surfnews qui.Il sito di Bob Dob invece direttamente qui. 

E’ uscito il nuovo numero di SurfNews con il VisualBullet#3.
Questa volta il “bullet”  è Bob Dob, artista californiano di Hermosa Beach che ritrare prevalentemente  scene di vita da “bad boys”.
L’articolo completo sul sito di Surfnews qui.
Il sito di Bob Dob invece direttamente qui.

 

1 year ago

E’ uscito in questi giorni il secondo articolo che ho scritto per la rubrica ArtRack di SurfNews: Visual Bullet #2/Geoff McFetridgeQui sotto il testo integrale:-Geoff McFetridge è un artista multidisciplinare che spazia dalla poesia all’animazione, dalla grafica ai lavori in 3D, dal tessile alla carta stampata fino ai quadri tradizionalmente intesi. Nasce nel 1972 a Calgary (Canada) e si diploma in Graphic Design al California Insitute of Arts. La sua tesi intitolata “Chinatown” riceve svariati premi tra cui una nomination al prestigioso Art Directors Club Award. Dal ‘95 al ‘97 è direttore artistico della rivista Grand Royal, fondata dai Beastie Boys, e da allora collabora con numerose aziende (tra cui Nike, Stussy, Burton, Girl, Chocolate e Patagonia) attraverso il suo studio Champion Graphics (championdontstop.com). Assiame al free-surfer Chris Malloy ha disegnato la linea Ocean Initiative di Patagonia ed una produzione parallela chiamata Live Simply. Ha inoltre realizzato svariate animazioni tra cui quella iniziale degli Espn Winter Xgames e sequenze per il film “Il Giardino delle Vergini Duicide” di Sofia Coppola. L’opera che vedete è una serigrafia ad un colore realizzata per la mostra “Bury Me in the Sand” (seppelliscimi della sabbia) presso il famoso Mollusk surfshop di San Francisco. I lavori di Geoff sono stati esposti da LA a NYC, da Parigi a Londra a Tokyo in svariate personali e colletive tra cui spicca “Baeutiful Losers”.

E’ uscito in questi giorni il secondo articolo che ho scritto per la rubrica ArtRack di SurfNews: Visual Bullet #2/Geoff McFetridge
Qui sotto il testo integrale:
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Geoff McFetridge è un artista multidisciplinare che spazia dalla poesia all’animazione, dalla grafica ai lavori in 3D, dal tessile alla carta stampata fino ai quadri tradizionalmente intesi. Nasce nel 1972 a Calgary (Canada) e si diploma in Graphic Design al California Insitute of Arts. La sua tesi intitolata “Chinatown” riceve svariati premi tra cui una nomination al prestigioso Art Directors Club Award. Dal ‘95 al ‘97 è direttore artistico della rivista Grand Royal, fondata dai Beastie Boys, e da allora collabora con numerose aziende (tra cui Nike, Stussy, Burton, Girl, Chocolate e Patagonia) attraverso il suo studio Champion Graphics (championdontstop.com). Assiame al free-surfer Chris Malloy ha disegnato la linea Ocean Initiative di Patagonia ed una produzione parallela chiamata Live Simply. Ha inoltre realizzato svariate animazioni tra cui quella iniziale degli Espn Winter Xgames e sequenze per il film “Il Giardino delle Vergini Duicide” di Sofia Coppola. L’opera che vedete è una serigrafia ad un colore realizzata per la mostra “Bury Me in the Sand” (seppelliscimi della sabbia) presso il famoso Mollusk surfshop di San Francisco. I lavori di Geoff sono stati esposti da LA a NYC, da Parigi a Londra a Tokyo in svariate personali e colletive tra cui spicca “Baeutiful Losers”.

1 year ago

“JAWS WAVE”, Shepard FaireyPubblicato su SurfNews 79/2010
Shepard Fairey, meglio conosciuto col nome d’arte Obey, è un grafico ed illustratore che vive e lavora a Los Angeles. Nato nel ‘70 a Charleston (Sud Carolina), si è laureato nel ‘92 alla Rhode Island School of Design di Providence.Shepard si avvicina all’ arte nel ‘84 e pochi anni dopo inizia la sua ormani famosa sticker-campaign “Andre the Giant has a Posse”.Dagli adesivi distributi tra skaters e gruppi ( musicali ) passa agli stencil sui muri ad ai posters, sempre più grandi e tutti riportanti il messaggio: “Ubbidisci al gigante”.Nato in strada come un esperimento in “fenomenologia Heidegeriana”, oggi Obey è un fenomeno riconosciuto in tutto il mondo grazie al poster “Hope” che ritrae il nuovo presidente degli Stati Uniti Barak Obama.Le opere di Shepard sono esposte nelle sale di diversi musei di arte contemporana e la sua ultima mostra è stata recentement al Warhol Museum di Pittsburgh.Le sue radici di artistiche affondano però nell’arte di strada, nello skateboarding e nel movimento punk. Non sorprende quindi un’opera legata la mondo del surf.A settembre dello scorso anno, in occasione del venticinquennale di SurfRider Foundation ha infatti realizzato Jaws Wave, (stencil collage su carta, 50 x 72cm ) in collaborazione al fotografo Tom Servais.Dall’opera ha ricavato una serie di 450 stampe (60x45cm circa) vendute durante l’asta “Art for the Oceans III” tenuta a Los Angeles. In quell’occasione a 25 artisti (tra cui Barry McGee, Stecyk III e Thomas Campbell) sono state commissionate altrettante opere sul tema “onde”.L’intero ricavato è stato devoluto alle cause ecologiste di SurfRider.Con un po’ di fortuna si può ancora trovare qualche copia di quest’opera su ebay anche se il prezzo sicuramente supererà i 70 dollari iniziali.

“JAWS WAVE”, Shepard Fairey
Pubblicato su SurfNews 79/2010

Shepard Fairey, meglio conosciuto col nome d’arte Obey, è un grafico ed illustratore che vive e lavora a Los Angeles. Nato nel ‘70 a Charleston (Sud Carolina), si è laureato nel ‘92 alla Rhode Island School of Design di Providence.
Shepard si avvicina all’ arte nel ‘84 e pochi anni dopo inizia la sua ormani famosa sticker-campaign “Andre the Giant has a Posse”.
Dagli adesivi distributi tra skaters e gruppi ( musicali ) passa agli stencil sui muri ad ai posters, sempre più grandi e tutti riportanti il messaggio: “Ubbidisci al gigante”.Nato in strada come un esperimento in “fenomenologia Heidegeriana”, oggi Obey è un fenomeno riconosciuto in tutto il mondo grazie al poster “Hope” che ritrae il nuovo presidente degli Stati Uniti Barak Obama.Le opere di Shepard sono esposte nelle sale di diversi musei di arte contemporana e la sua ultima mostra è stata recentement al Warhol Museum di Pittsburgh.
Le sue radici di artistiche affondano però nell’arte di strada, nello skateboarding e nel movimento punk. Non sorprende quindi un’opera legata la mondo del surf.
A settembre dello scorso anno, in occasione del venticinquennale di SurfRider Foundation ha infatti realizzato Jaws Wave, (stencil collage su carta, 50 x 72cm ) in collaborazione al fotografo Tom Servais.
Dall’opera ha ricavato una serie di 450 stampe (60x45cm circa) vendute durante l’asta “Art for the Oceans III” tenuta a Los Angeles. In quell’occasione a 25 artisti (tra cui Barry McGee, Stecyk III e Thomas Campbell) sono state commissionate altrettante opere sul tema “onde”.L’intero ricavato è stato devoluto alle cause ecologiste di SurfRider.
Con un po’ di fortuna si può ancora trovare qualche copia di quest’opera su ebay anche se il prezzo sicuramente supererà i 70 dollari iniziali.

2 years ago